Leggendo una vecchia enciclopedia…

Il gatto, principe della casa, così vicino e così distante, così familiare e così misterioso, ci affascina da sempre per il suo incedere e il suo comportamento.

Per lungo tempo è stato ospite del deserto e delle savane e il suo carattere è un miscuglio di indolenza e di spirito di avventura.
Dal deserto di una volta, alle nostre campagne e città di oggi, il mondo felino è cambiato tantissimo. In 30 anni il numero di razze feline si è triplicato anche per volere dell’uomo e ai nostri giorni contiamo più di 50 razze diverse.
Cacciatore impenitente, luminosità dello sguardo, nobiltà dell’andatura, gatto e bellezza sono strettamente uniti dai tempi più lontani e anche per questo che la civiltà egiziana gli riconobbe un posto tra gli dei.

Il gatto è una presenza costante nel mondo dell’arte e della comunicazione. La sua raffigurazione nella pittura di solito nasconde angosce, gioie e anche i sogni degli artisti.
Del gatto non si può dire certo che lo si “possieda”, ma piuttosto che si vive vicino a lui dato che conserva sempre una certa indipendenza. Non è un piccolo essere umano, un “bambino a cui manca la parola”, cosa a cui spesso pensiamo per l’affetto che gli vogliamo. Il gatto è semplicemente un gatto e deve essere apprezzato, trattato e rispettato come tale.

  • Simbolo di famiglia tra gli Egizi
  • Simbolo di pulizia (sempre occupato a fare toletta)
  • Simbolo di dolcezza
  • Simbolo del silenzio (non ama il rumore e lo sappiamo tutti)
  • Simbolo di acutezza visiva
  • Simbolo di conforto e calore

Il più piccolo dei felini è già lui stesso un vero capolavoro
                                                                                 ( Leonardo Da Vinci)

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