Come i gatti hanno iniziato a fare le fusa: una fiaba britannica

C’erano una volta un re e la sua regina che, dopo diverso tempo e numerosi tentativi, riuscirono finalmente ad avere una figlia. Sopraffatti dalla gioia, quando una zingara si offrì di leggere il futuro della nuova nata accettarono con entusiasmo… entusiasmo che divenne sconforto quando tale zingara annunciò loro con aria grave che, se mai la principessa si fosse offerta in moglie a un principe, sarebbe caduta vittima di una malattia fatale. Sotto consiglio della zingara, a fare da guardiani della salute della principessa vennero posti tre gatti bianchi.

A disposizione dei felini furono messe tante palline di lino, quante palline d’oro: fin quando la principessa fosse stata al sicuro, i tre gatti avrebbero giocato con le sole palline di lino. Se, invece, la sua vita fosse stata in pericolo essi avrebbero dedicato attenzione alle palline d’oro. Tutto andò bene per i primi 16 anni di vita della principessa. Un giorno, tuttavia, a corte si presentò un affascinante principe dall’animo nobile; la ragazza tentò fino all’ultimo di respingere i propri sentimenti, ma alla fine principe e principessa si confessarono i loro sentimenti a vicenda. E i tre guardiani felini iniziarono a giocare con le palline d’oro. Ben presto, la profezia della zingara si realizzò… con una variazione: non fu la principessa a cadere malata, bensì il principe. Entro 27 giorni la sua vita era destinata a spegnersi, a meno che la principessa non riuscisse a tessere, senza ricevere aiuto da altre mani, 10.000 matasse di lino. Si trattava di un’impresa impossibile, e la principessa ne era ben cosciente. Ma proprio quando sembrava che tutto fosse perduto, i suoi tre gatti bianchi le parlarono per la prima volta e le offrirono il loro aiuto. “Le nostre sono zampe, non mani” dissero, “e perciò possiamo filare assieme a te.” Così la principessa e i suoi gatti lavorarono alacremente. Insieme, riuscirono a salvare la vita del principe. Così, come premio per la loro devozione e la loro generosità, i gatti ricevettero in dono i gioielli della principessa con cui amavano giocare… e la capacità di fare le fusa.

Secondo il folklore britannico, così è come i gatti hanno iniziato a fare le fusa. Ma certamente, esistono tante altre leggende.

                                                                                                            (fonte GcomeGatto)

Il Patto del Gatto e del Diavolo

C’era una volta una donna che viveva con il suo bambino e il suo gatto, in una casetta in mezzo alla foresta.
Un giorno lei doveva uscire ed era molto preoccupata perché non voleva lasciare il suo bambino solo, ma non poteva portarlo con sé. Così guardò il suo gatto e gli disse:

Gattino mio per favore veglia su mio figlio, cercherò di tornare il prima possibile.
Così uscì. Subito dopo apparse il Diavolo in casa; il gatto vedendolo saltò davanti alla culla del bambino senza intimidirsi.
Perché è ben noto che i gatti sono gli unici animali che non hanno paura di questo essere così maligno.
Cosa vuoi??- Chiese il gatto
Vengo a prendere il bambino- disse il Diavolo.
Beh non puoi, mi prendo cura io del bambino. – Disse il gatto mentre si stava leccando una zampa.
Animale insolente, tu non puoi fare nulla per evitarlo – ribatte il Diavolo.
Molto bene – disse il gatto astutamente.
Ti propongo un accordo, se indovini il numero esatto dei peli che ho su tutto il corpo potrai prenderti il bambino. Se questo non accade tornerai da dove sei venuto e non tornerai mai più. Ti offrirò 3 opportunità per indovinare… Allora c’è un accordo? –
Il Diavolo non poteva rifiutare questo accordo, a lui piacciono le sfide. Così pensando che sarebbe stato facile accettò.
E con molta pazienza iniziò a contare i peli.
-Uno…. Due… Tre… – Ma a un certo punto un uccellino “cantò”, e così il Diavolo si distrasse. Arrabbiato ricominciò.
Cento… Duecento…. Trecento…
In quel momento il vento entrò dalla finestra e agitò i peli del gatto, facendo sì che il maligno perse ancora una volta il conto.
Già 2 opportunità sfumate – gli ricordò il gatto.
Nervoso il Diavolo ricomincio a contare promettendosi che niente lo avrebbe più distratto.
Un milione… Due milioni… Tre milioni…
Quindi il gatto mosse leggermente la coda strofinando il naso del Diavolo, e lui starnutì. E tutti i peli del gatto volarono da ogni parte.
Hai perso la tua ultima possibilità. Adesso vattene e non tornare mai più.
Il Diavolo era così furioso della sua perdita, che giurò che un giorno avrebbe saputo dire quanti peli aveva un gatto, così da poter tornare e finire il suo compito.
Così se ne andò.
Quando la donna tornò a casa, ignara dell’accaduto, abbracciò e baciò il bimbo. Poi si girò verso il gatto e facendogli delle carezze dietro l’orecchio lo ringraziò per l’ottimo lavoro svolto.
Ecco perché i gatti fino ad oggi lasciano sempre peli in giro. Perché in questo modo il Diavolo non compirà mai la sua vendetta. Non saprà mai quanti peli hanno in realtà!